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Archive / Fotografia

Arida Templa

10.04 / 25.04.2010

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Le chiese che troviamo in queste fotografie appartengono a un periodo preciso. Sono il simbolo di un benessere nascente del nostro territorio. Sono uno dei segni di una ricchezza, veloce, sudata, a volte ignorante. Parlano, a modo loro, di opulenza e volontà di appartenere alla contemporaneità. Sono lo specchio di un divenire, il NordEst.
Adesso viviamo un momento nel quale molto di quel periodo sembra svanito, con un territorio che con difficoltà pare adeguarsi. Queste chiese rimangono ancora più simbolo di un passato recente. La loro monumentalità, a volte ricercata, altre grossolana, diventa stridente. Vederle in serie, come le propone Boschiero, eliminando il contesto nel quale operano, le fa rassomigliare a villette e capannoni.

Ecco, in definitiva, quello che m’interessa maggiormente è l’elemento ambiguo che scaturisce da queste immagini. Vedere qualcosa in modo preciso ma sentire che forse il senso vero della proposta sta altrove.

Marco Zanta

“Prima la pratica religiosa era appunto pratica religiosa, con le chiese gremite alle messe domenicali, affollatissime processioni, comunioni e confessioni alle feste comandate. A un certo momento però è penetrato, almeno nel Veneto ma non soltanto qui, uno spirito nuovo e, come dire?, esterno. La gente non si sentiva più legata da alcuno spirito di comunità”.

Andrea Zanzotto, In questo progresso scorsoio, Garzanti 2009.

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Gallery 1 2

Olive & Bulloni

11.09.09-25.10.09

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Associazione Culturale XYZ
Fototeca Storica Nazionale
Presentano
OLIVE & BULLONI ANDO GILARDI
Lavoro contadino e operaio nell’Italia del dopoguerra

Mostra a cura di Fabrizio Urettini
Testi di: Ando Gilardi, Domenico Luciani, Patrizia ed Elena Piccini, Sergio Polano, Fabrizio Urettini

Retrospettiva del singolare lavoro di reportage di Ando Gilardi nell’Italia del dopoguerra, ritratta con un’ottica che la immaginava proiettata in un futuro migliore, un Avvenire (con la A maiuscola) in splendida ascesa. Istantanee di una forza eccezionale. Fotografie in massima parte inedite, mai pubblicate, ed estranee al trito cliché di un neorealismo strappalacrime.
Per questo fino ad ora ignorate?!
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Id Al-Fitr

6.06.09 – 21.06.09

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Una moschea può essere semplicemente delimitata da pietre che segnano il suo perimetro e rimanere a cielo aperto, come quelle utilizzate dai nomadi per le preghiere nel deserto; essere finemente decorata da mosaici persiani o da maioliche di Iznik; essere edificata con paglia e fango come in Africa centrale o assurgere a patrimonio artistico dell’umanità e a simbolo di amore eterno come il Taj Mahal in India.
Non tutte le moschee sono uguali, ma tutti i musulmani pregano seguendo le stesse regole in qualsiasi moschea si trovino. Ogni fedele può pregare da solo o in compagnia, a casa, sul luogo di lavoro o dentro la moschea.

Nelle nostre città abbiamo visto come seminterrati, appartamenti, negozi e capannoni possano essere adibiti a luoghi di culto, persino un palazzetto dello sport può diventare moschea così come ci è testimoniato dalle foto di Marco Gargano che il 30 settembre del 2008, nel giorno di Id al-Fitr (festa che sancisce la fine del ramadan), è andato a Villorba per documentare il modo in cui vivono la loro fede i musulmani residenti a Treviso.

Fotografie di Marco Gargano
Fotografie opening Silvia Boschiero
A cura di Fabrizio Urettini
Testi di Maria Angela Riva

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