
Le chiese che troviamo in queste fotografie appartengono a un periodo preciso. Sono il simbolo di un benessere nascente del nostro territorio. Sono uno dei segni di una ricchezza, veloce, sudata, a volte ignorante. Parlano, a modo loro, di opulenza e volontà di appartenere alla contemporaneità. Sono lo specchio di un divenire, il NordEst.
Adesso viviamo un momento nel quale molto di quel periodo sembra svanito, con un territorio che con difficoltà pare adeguarsi. Queste chiese rimangono ancora più simbolo di un passato recente. La loro monumentalità, a volte ricercata, altre grossolana, diventa stridente. Vederle in serie, come le propone Boschiero, eliminando il contesto nel quale operano, le fa rassomigliare a villette e capannoni.
Ecco, in definitiva, quello che m’interessa maggiormente è l’elemento ambiguo che scaturisce da queste immagini. Vedere qualcosa in modo preciso ma sentire che forse il senso vero della proposta sta altrove.
Marco Zanta
“Prima la pratica religiosa era appunto pratica religiosa, con le chiese gremite alle messe domenicali, affollatissime processioni, comunioni e confessioni alle feste comandate. A un certo momento però è penetrato, almeno nel Veneto ma non soltanto qui, uno spirito nuovo e, come dire?, esterno. La gente non si sentiva più legata da alcuno spirito di comunità”.
Andrea Zanzotto, In questo progresso scorsoio, Garzanti 2009.
Silvia Boschiero ha scattato la sua prima istantanea nel 1994, all’età di 11 anni, scoprendo in quel momento la forza del medium e la potenza espressiva delle immagini ottiche.
La sua prima foto è stata realizzata a Venezia, non ritrae le bellezze e i tesori architettonici del capoluogo lagunare, ma una composizione di immondizia che rivela il suo punto di vista e il suo sguardo non convenzionale.
Fotografa autodidatta usa la fotocamera come strumento per estrarre informazioni attraverso un processo di decostruzione della realtà.
Silvia Boschiero sente la necessità di approfondire la relazione intrinseca che corre tra la tecnica e gli aspetti teorici del suo fare fotografia, si iscrive all’Istituto Superiore di Fotografia e Arti Visive di Padova (ISFAV) dove si diploma nel 2008 con una tesi sugli aspetti biomeccanici del corpo umano.
I suoi lavori sono stati esposti in diverse mostre e simposi, la sua ricerca si orienta tra fotografia di paesaggio e reportage con un’attenzione particolare agli aspetti socioculturali dell’ambiente.
Utilizza fotocamere digitali e analogiche.
Arida Templa
10.04.2010 / 25.04.2010
ore 17:00 / 20:00
Opening
10.04.2010
ore 18:30
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