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Archive / October, 2011

Automatic Books: VODUN di Claire Duport

31.10.2011

Automatic Books
VODUN di Claire Duport
presentazione del libro
31 ottobre 2011 dalle ore 18.00
presso Spazio XYZ
via Inferiore, 31 – Treviso

Automatic Books presenta VODUN di Claire Duport, una narrazione illustrata delle credenze e delle pratiche che governano l’universo complesso della religione Voodoo.
La presentazione del libro, inclusa una mostra dei disegni originali realizzati dall’artista, avrà luogo il 31 ottobre 2011 a partire dalle ore 18.00, presso lo Spazio XYZ di Treviso.
Sarà presente l’autrice. A seguire DJ set e cocktail.

Scarica il comunicato stampa.
Per maggiori informazioni e ordini, si prega di contattare: print@automaticbooks.org

VODUN si compone di 24 pagine in bianco e nero e raccoglie i dieci disegni e le altrettante poesie create dall’artista francese Claire Duport in esclusiva per Automatic Books. Il libro esplora l’universo della religione Voodoo, senza la pretesa di creare un inventario scientifico di fatti e figure, quanto piuttosto con l’obiettivo di offrire una personale e intima interpretazione delle paure dei nostri giorni.
“Sono sempre stata affascinata dal misticismo” dichiara Claire Duport. “Mi interessa capire come gli esseri umani tentano di dare una risposta alle domande esistenziali, cercando rifugio nell’esperienza della religione, specchio dei dubbi e delle paure della cultura e della civiltà contemporanea. È interessante studiare come le nostre credenze spesso diventano gli strumenti grazie ai quali riusciamo a superare le difficoltà della vita”. Il Voodoo non è un fatto di sola religione, ma ha un valore antropologico che riguarda la sua funzione culturale all’interno di una specifica organizzazione o struttura sociale. Considerata un’arte per guarire, il Voodoo ha un ruolo centrale nella vita quotidiana di chi lo pratica, per la sua capacità di indagare il senso dell’intera esistenza umana.
Il libro, stampato in Risograph e in edizione limitata di 100 copie, è la personale interpretazione di Claire Duport dell’intima realtà dei rituali Voodoo. Ciascun disegno è una trasposizione pittorica e simbolica dei feticci Voodoo, passaggi sacri tra il mondo visibile degli umani e l’universo invisibile degli spiriti, luogo dove le forze terrestri e quelle spirituali si incontrano. I corpi e le figure dei disegni e delle poesie di Claire Duport sono rappresentazioni metaforiche delle nostre più intime e attuali paure.

VODUN di Claire Duport

24 pagine, 19 x 28 cm
bianco e nero
stampa Risograph
edizione di 100

Claire Duport nata e vissuta nella campagna francese, dopo gli studi in fashion design, si trasferisce a Parigi, dove lavora come stilista e giornalista di moda. Dopo dieci anni nel creative team di WAD Magazine, nel 2010 si trasferisce a New York per dedicarsi alla sua principale passione, il disegno.

Automatic Books è il progetto di editoria indipendente nato a Venezia nel 2009, con lo scopo di produrre libri d’artista in edizione limitata e di realizzare progetti curatoriali. Automatic Books è composto da Elena Xausa, Tankboys (Lorenzo Mason e Marco Campardo) e Tommaso Speretta. Segui Automatic Books su facebook.

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Immigration file #2: Jungle di Henk Wildschut

15.10.2011 – 23.10.2011

Immigration file #2: Jungle di Henk Wildschut
15 – 23 ottobre 2011
a cura di Fabrizio Urettini
in collaborazione con SI FEST – Savignano Immagini Festival

“Fear of the mob is a superstitious fear. It’s based on the idea that there is some mysterious, fundamental difference between rich and poor, as though they were two different races, like Negroes and white men. But in reality there is no such difference. The mass of the rich and the poor are differentiated by their incomes and nothing else, and the average millionaire is only the average dishwasher dressed in a new suit. Change places, and handy dandy, which is the justice, which is the thief? Everyone who has mixed on equal terms with the poor knows this quite well. But the trouble is that intelligent, cultivated people [...] never do mix with the poor. For what do the majority of educated people know about poverty? [...] From this ignorance a superstitious fear of the mob results quite naturally.”

George Orwell, Down and out in Paris and London (1933).

Immigration files
a cura di Fabrizio Urettini
La migrazione di migliaia di persone e di intere popolazioni da un continente ad un altro, effetto di una globalizzazione avanzante, costituisce una questione aperta alla quale ancora oggi sembra non esser data una risposta. Le ragioni di questo esodo sono innumerevoli: la ricerca di un miglioramento delle condizioni di vita, la fuga da aree coinvolte in conflitti bellici o con un futuro incerto, persecuzioni etniche e religiose, in generale la ricerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli.
L’Europa, che per secoli ha vissuto in uno stato perenne di guerra, carestie, crolli economici, epidemie e persecuzioni religiose sembra ora essersene completamente dimenticata.
La migrazione ai nostri occhi sembra essersi svuotata di un senso, non riusciamo più a capirla, perché distante dal nostro immaginario quotidiano e dalle nostre vite.
Ci ritroviamo oggi completamente incapaci di relazionarci con un fenomeno di portata epocale, di porci delle domande o di cercare di dare delle risposte.
Immigration files è il titolo di una serie di foto-racconti che, attraverso un approccio deliberatamente concettuale, tentano di raccontare un momento cruciale della storia dell’umanità.

Immigration file #2
Jungle di Henk Wildschut
Nei pressi del porto di Calais c’è un’area di qualche centinaio di metri quadrati conosciuta come “la giungla”. I suoi abitanti hanno viaggiato molte miglia per arrivarvi, e il loro viaggio non è ancora finito. Calais è il punto di partenza per il loro ultimo attraversamento, il più ambito. In migliaia sono giunti dall’Iraq, Afghanistan, Pakistan, Eritrea, Somalia, Sudan e Nigeria in cerca di una vita migliore in Inghilterra, la destinazione dei loro sogni. In attesa dell’opportunità di compiere la lunga traversata, costruiscono i loro giacigli rudimentali: strutture simili a tende, fatte con materiali ricavati dai rifiuti trovati nei dintorni del campo. Il modo in cui questa necessità elementare di ogni esistenza umana prende forma è il leit motiv del progetto fotografico documentaristico che Henk Wildschut ha cominciato alla fine del 2005 e per il quale ha viaggiato spesso verso Calais, la Spagna del sud, Malta, Patras e Roma. L’immagine di un giaciglio è diventata per Wildschut il simbolo della miseria, ovunque in Europa. Mentre i giacigli mostrano poco o niente della vita di chi li abita, diventano comunque l’emblema della ben più ampia storia che sta dietro ad essi: una storia di violenza, paura, desiderio e coraggio.

Henk Wildschut (Harderwijk, Paesi Bassi, 1967): ha studiato presso la Royal Academy of Arts a l’Aia. Le sue fotografie sono state esposte ad Amsterdam, l’Aia, Lagos (Nigeria), Pechino, Shanghai, Sidney. Esegue lavori su commissione per diverse riviste, sia olandesi che internazionali, e lavora presso diverse agenzie di design e comunicazione. Tra le sue principali pubblicazioni: Sondrien (con Raimond Wouda, 2003) e Shelters (Post editino, 2010).

Inaugurazione
sabato 15 ottobre ore 18.30
via Inferiore, 31 – Treviso

Immigration file #2, orari di apertura:
martedì/mercoledì/giovedì/venerdì/sabato
dalle ore 17.00 alle 19.30 (chiuso domenica e lunedì)

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ArtVerona VII – sezione Independents2 – Pad. 6 stand 21

6.10.2011 – 9.10.2011

Saremo presenti con
Immigration file #1: Drowned di Seba Kurtis
a cura di Fabrizio Urettini

e con un’anticipazione di
Immigration file #2: Jungle di Henk Wildschut
In collaborazione con SI FEST – Savignano Immagini Festival

In occasione di ArtVerona VII lo Spazio XYZ presenta in anteprima il progetto Immigration files, curato da Fabrizio Urettini.
La mostra Drowned del fotografo Seba Kurtis sarà accompagnata da un’anticipazione di Jungle, di Henk Wildschut, esposizione che sarà visibile per intero a partire dal 15 ottobre presso la sede di XYZ a Treviso.
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