26.05.2010
La Fondazione Claudio Buziol indice la selezione per partecipare a The Session X, un workshop di grafica di un giorno che si terrà il 4 giugno presso Palazzo Mangilli-Valmarana a Venezia e che vedrà i partecipanti fronteggiarsi sul tema “From boring to interesting”, guidati da Tankboys e Oxstudio, due giovani studi di grafica e comunicazione.
Il bando, le condizioni di partecipazione e gli approfondimenti sono scaricabili dal sito www.fondazioneclaudiobuziol.org. Deadline: 31 marzo 2010.
Venerdì 4 giugno alle ore 18.00 sarà organizzata una conferenza di presentazione aperta al pubblico, con una giuria d’eccezione. Arbitreranno il dibattito Steven Heller e Lita Talarico della School of Visual Arts di New York.

La Fondazione Claudio Buziol indice la selezione per partecipare a The Session X, un workshop di grafica di un giorno che si terrà il 4 giugno presso Palazzo Mangilli-Valmarana a Venezia e che vedrà i partecipanti fronteggiarsi sul tema “From boring to interesting”, guidati da Tankboys e Oxstudio, due giovani studi di grafica e comunicazione.
Il bando, le condizioni di partecipazione e gli approfondimenti sono scaricabili dal sito http://www.fondazioneclaudiobuziol.org/us/activities/show/135. Deadline: 31 maggio 2010.
Venerdì 4 giugno alle ore 18.00 sarà organizzata una conferenza di presentazione aperta al pubblico, con una giuria d’eccezione. Arbitreranno il dibattito Steven Heller e Lita Talarico della School of Visual Arts di New York.
I workshop sono gratuiti ma vincolati al numero di posti disponibili. Chiunque sia interessato a partecipare può richiedere maggiori dettagli scrivendo a workshop@fondazioneclaudiobuziol.org o a hello@spazioxyz.org
Prossimi appuntamenti:
- 18.06.2010 : The Session Y (design)
workshop dalle 9.00 alle 17.00
incontro aperto al pubblico dalle 18.00
- 25.06.2010: The Session Z (fotografia)
workshop dalle 9.00 alle 17.00
incontro aperto al pubblico dalle 18.00
The Session X
A cura di Spazio XYZ
28.05.2010

IT/
La camera oscura è uno spazio dove catturare una visione, un ricordo, una sensazione, l’ignoto.
E’ uno spazio perverso, capriccioso e meditativo nel quale dialogano bonsai e macellai, ciceri e cuochi.
In questo mix di ingredienti immersi nell’oscurità bisogna poi aggiungere le frecce, un topo, le bustine di the, le foglie di menta, le soluzioni, le pentole e le vaschette, dei fanalini elettrici, i guanti, gli specchi, i vetri, una discoteca, un circo, un mercatino delle pulci e internet.
Le immagini che vedete qui si chiamano Laptopogram, sono realizzate premendo della carta fotosensibile sullo schermo di un computer portatile. Ogni immagine digitale contenuta all’interno del computer può essere trasferita sulla carta politenata attraverso l’esposizione diretta dal monitor lcd, una matrice luminografica in grado di riprodurre elementi GUI, video, un’interfaccia, azioni, animazioni o delle immagini statiche.
La carta viene poi sviluppata, fissata, lavata e asciugata.
Queste immagini finali sono segni mnemotecnici, segni per ricordare il nostro quotidiano.
La camera oscura è uno spazio dove catturare una visione, un ricordo, una sensazione, l’ignoto.
E’ uno spazio perverso, capriccioso e meditativo nel quale dialogano bonsai e macellai, ciceri e cuochi.
In questo mix di ingredienti immersi nell’oscurità bisogna poi aggiungere le frecce, un topo, le bustine di the, le foglie di menta, le soluzioni, le pentole e le vaschette, dei fanalini elettrici, i guanti, gli specchi, i vetri, una discoteca, un circo, un mercatino delle pulci e internet.
Le immagini che vedete qui si chiamano Laptopogram, sono realizzate premendo della carta fotosensibile sullo schermo di un computer portatile. Ogni immagine digitale contenuta all’interno del computer può essere trasferita sulla carta politenata attraverso l’esposizione diretta dal monitor lcd, una matrice luminografica in grado di riprodurre elementi GUI, video, un’interfaccia, azioni, animazioni o delle immagini statiche.
La carta viene poi sviluppata, fissata, lavata e asciugata.
Queste immagini finali sono segni mnemotecnici, segni per ricordare il nostro quotidiano.
ENG/
The darkroom is a space to capture in a physical form a vision, a memory, a sense, or the unknown.
It is a perverse space, capricious and meditative, one that harks of bonsai and butchers, ciceros and cooks.
To this mix is added arrows, mice, tea, mint, acid, baking trays, bicycle lights, gloves, glass, a disco, a circus and a flea market, the internet.
The pictures you see here are called Laptopograms. They are made by pressing photosensitive paper to the screen of a laptop and exposing it to an image from within the computer. Any digital image may be exposed. This allows one to expose GUI elements, video, interface
actions, animations and simple static images. The paper is then developed, stopped, fixed and washed.
These pictures are mnemonics. They are signs to remember the quotidian.
UPDATE
Per due settimane la galleria continuerà a funzionare come camera oscura e la mostra verrà quotidianamente aggiornata con nuovi materiali, la documentazione è consultabile quì:
For two weeks the gallery is transformed into a dark room, the exhibition will be daily updated and extra pictures displayed, all the documentation can be seen here:
http://illampeggiatore.tumblr.com
Il Lampeggiatore
28.05/12.06
17:00/20:00
Opening
28.05.2010
ore 18:30
Credits
Il Lampeggiatore, di Aditya Mandayam
Mostra fotografica a cura di Fabrizio Urettini
http://laptopogram.tumblr.com
9.05.2010

Dopo una prima timida apparizione in una gelida notte invernale tornano ad esibirsi i Two Bits of Chaos, collettivo composto da Andrea Battaglion (chitarra elettrica, e-bow, radio, loops, effetti), Gabriele Bruzzolo (percussioni acustiche ed elettroniche, laptop e giradischi), Paolo Lazazzara (ance e flauti etnici, didjeridoo, kalimbe, berimbau, udu, omele, doira, percussioni) e Joachim Thomas (tastiere, laptop, i-phone).
La campagna tesseramento 2010 continua con una serie di appuntamenti fuori programma, a metà tra la performance e il concerto, Two Bits of Chaos propongono un repertorio fatto di sonorità ambient, influenze jazz e world music con un pizzico di improvvisazione.
Two Bits of Chaos+Guest
Live Performance
9.05.2010
ore 19:00