25.11.2011

12 Preludi per una fuga
Calendario Casa Bakhita 2012
Presentazione del calendario fotografico
venerdì 25 novembre 2011 ore 18.30
via Inferiore, 31 – Treviso
12 Preludi per una fuga
La prima immagine che di solito è evocata dalla parola fuga corrisponde all’atto di scappare di fronte a qualcosa o a qualcuno, mentre il suo significato elementare ed originario, ricostruibile attraverso l’etimologia, esprime piuttosto l’idea di una deviazione da un percorso lineare compreso tra due punti, un allontanarsi da. La radice indoeuropea BHUJ- (FUG- nella traslitterazione latina) il cui senso è “andare avanti con slancio”, è presente nel sanscrito bhujati, che vuol dire appunto “piegare”, “curvare”. È interessante notare che BHUJ- contiene una polivalenza di significati connessi all’idea di vitalità e di movimento vitale, tanto che bhuj in sanscrito significa anche “godere”, “gioire”.
Il lavoro che viene presentato per questa edizione del calendario di Casa Bakhita vede protagonisti di un servizio fotografico di moda alcuni ospiti della struttura, di età e nazionalità diverse, ritratti singolarmente o in coppia negli ambienti del Lanificio Conte, Fabbrica Saccardo e casa Bakhita stessa.
L’idea che sta alla base di questo progetto è l’accostamento stridente di elementi incongrui, finalizzato alla ricerca di quella tensione necessaria per far emergere in maniera poetica e dirompente lo spirito e la bellezza dell’universo Casa Bakhita.
Casa Bakhita
Casa Bakhita è un servizio di accoglienza per adulti senza dimora. La casa offre una temporanea accoglienza notturna oltre alla possibilità di lavarsi e di lavare i propri indumenti; è organizzata con un servizio mensa, un servizio di segretariato sociale e prevede l’opportunità di percorsi differenziati attraverso l’appartamento di sgancio/autonomia.
12 Preludi per una fuga
Organizzazione e Produzione: Marina Pigato, Lucia Pozza, Sandra Turcato
Concept e Fotografia: Piero Martinello
Art direction e Grafica: Lorenzo Fanton
17.11.2011

XYZ ha sostenuto con una donazione la campagna a favore di Wikipedia la più grande eciclopedia online, collaborativa e gratuita.
“Wikipedia è qualcosa di speciale. È come una biblioteca o un parco pubblico. È come un tempio per la mente. È un luogo nel quale tutti noi possiamo andare a pensare, imparare, condividere la nostra conoscenza con gli altri”.
Jimmy Wales – Fondatore di Wikipedia
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15.11.2011 – 27.01.2012

Olive & Bulloni Ando Gilardi
Lavoro contadino e operaio nell’Italia del dopoguerra (1950-1962)
a cura di Fabrizio Urettini
dal 15 novembre 2011 al 27 gennaio 2012
Inaugurazione
15 novembre 2011 ore 18.00
Orari visite
Martedì / mercoledì / giovedì
Dalle 09.00 – 12.30 e dalle 15.00 – 18.30
Venerdì Dalle 15.00 – 18.30
La mostra è a ingresso libero.
Su prenotazione sono possibili visite guidate per gruppi e scuole.
Fondazione Corrente
Via Carlo Porta 5, 20121 Milano
tel/fax 026572627
www.fondazionecorrente.org
info@fondazionecorrente.it
Verrà inaugurata il 15 novembre 2011 la mostra Olive & bulloni. Ando Gilardi. Lavoro contadino e operaio nell’Italia del dopoguerra (1950-1962), promossa dalla Fondazione Corrente in collaborazione con la Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi, grazie alla mediazione ed al contributo del curatore Fabrizio Urettini. La mostra prevede l’esposizione di una serie di fotografie storiche realizzate da Ando Gilardi a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta e la proiezione del film-intervista Piedi scalzi mani nere. Braccianti e operai degli anni ’50 nei reportage di Ando Gilardi a cura di Giuliano Grasso e due incontri conferenze sul tema della fotografia di reportage in Italia e sulla Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi. Dopo l’importante esposizione allestita nel 2009 alla Fondazione Benetton Studi e Ricerche di Treviso, la Fondazione Corrente promuove una mostra di opere di Ando Gilardi, illustre fotografo e storico della fotografia, milanese d’adozione.
La mostra, che presenta una nuova selezione dei materiali esposti a Treviso, è una retrospettiva del singolare lavoro di reportage svolto da Ando Gilardi nell’Italia del dopoguerra. Uno sguardo insolito sull’Italia della ricostruzione e dell’inizio del boom, da parte di un testimone contemporaneo.
In mostra saranno esposte 30 fotografie di Ando Gilardi, realizzate dall’artista tra il 1950 ed il 1961 assieme a pubblicazioni e documenti d’epoca, a partire dal periodico “Lavoro”, la rivista della Cgil fondata nel 1948 da Giuseppe Di Vittorio e diretta da Gianni Toti dal 1952 al 1958, di cui Gilardi è stato redattore assieme a colleghi tra cui spiccano i nomi di Lietta Tornabuoni, Franco De Poli, Renato Guttuso e Ugo Attardi. Del percorso espositivo fa parte anche una video intervista ad Ando Gilardi Piedi scalzi mani nere. Braccianti e operai degli anni ’50 nei reportage di Ando Gilardi, curata da Giuliano Grasso, nella quale il fotografo racconta la sua esperienza di inviato speciale fra gli operai delle fabbriche del nord e i braccianti del Mezzogiorno più povero. La fotografia di Gilardi, lontana dall’immagine costruita ed estetizzante del fotogiornalismo d’oltreoceano, si esprime con i modi originali di una esuberante e personale interpretazione dell’iconografia del lavoro. Testimonianza visiva ma soprattutto umana, tramite segni mnemotecnici – come Gilardi ama ridefinire le istantanee di questo periodo – di un’Italia profondamente diversa da quella di oggi.
Comitato Scientifico
Fiorella Mattio (Fondazione Corrente)
Toni Nicolini (Fondazione Corrente)
Elena Piccini (Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi)
Patrizia Piccini (Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi)
Fabrizio Urettini (Associazione XYZ) curatore del progetto
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